Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 18 Ottobre 2015

La società americana - pronta a sbarcare in Italia il 22 ottobre - si dice interessata a produrre documentari e contenuti legati al mondo delle news

netflix

Una cosa è certa: dopo Netflix niente sarà più lo stesso. La rivoluzione portata avanti dalla società statunitense ha cominciato ad espandersi a livello globale e il 22 ottobre approderà in Italia, pronta a disturbare i sogni, ormai tutt’altro che tranquilli, del nostro impero televisivo.

Dopo aver dissestato e innovato il mondo delle serie televisive, con prodotti originali che andranno a finire nei manuali di storia dei media come House Of Cards e Orange Is The New Black, il network ha annunciato di avere un nuovo obiettivo: il mondo delle news; il CEO Reed Hastings e il direttore editoriale Ted Sarandos l’hanno reso noto durante una videoconferenza.

Un sentiero che potrebbe intraprendere l'azienda è quello di fare informazione attraverso uno dei generi più forti di questi anni, che sta acquisendo sempre più visibilità sia online che ai festival: il documentario. Visto anche il consenso scatenato dai contenuti prodotti dalla testata Vice – la quale ha appena stretto un accordo con una delle più grandi aziende concorrenti di Netflix, l’americana HBO – il documentario sarebbe quindi un veicolo per avvicinarsi a un pubblico giovane e come si suol dire “nativo digitale”.

Non solo parole, pretendiamo i fatti: ed ecco che per la programmazione dei prossimi anni il servizio di streaming ha in mente di produrre il documentario Our Planet in cui si esploreranno le zone più selvagge del pianeta.

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Per quanto riguarda lo sport, invece, Netflix non è interessata ad acquisire i diritti degli eventi sportivi, “lo sport on demand – ribadisce Sarandos - non è eccitante come quello visto dal vivo".

Oltre alle news, un altro genere televisivo in cui la società americana ha intenzione di intervenire è quella dei talk show anche se i format previsti e i dettagli in questo ambito sono meno chiari. Certo è che la televisione generalista è di fronte a un bivio, soccombere o reinventarsi. 

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