Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 14 Ottobre 2014

Tratto da un reale fatto di cronaca nera, il cortometraggio d'esordio di Emanuele Pecoraro racconta di una ragazza che si lascia trascinare in giochi pericolosi da un uomo conosciuto in Internet. "Solitudini pericolose" esplora i lati oscuri del web

Elisabetta Rocchetti

Sono appena terminate a Roma le riprese del cortometraggio d'esordio di Emanuele Pecoraro, Solitudini pericolose. Il corto analizza l'amalgama preoccupante che si viene spesso a creare tra il desiderio di affetto e condivisione e Internet e del suo possibile sfociare in situazione drammatica. Il lavoro ha avuto la supervisione artistica di Laura Camia ed è stato prodotto da Pierfrancesco Campanella, a sua volta in passato regista di film thriller come Bugie rosse e Cattive inclinazioni.

Lo spunto della trama è dato da un fatto di cronaca nera realmente accaduto tempo fa proprio a Roma: un insospettabile e stimato professionista ha involontariamente ucciso una giovane donna nel corso di una pratica erotica portata alle estreme conseguenze. Nel mini-film in questione il drammatico episodio è l’incipit per una impietosa analisi della società odierna, dove l’alienazione, l’insicurezza per un futuro sempre più incerto e la disumanizzazione nei rapporti interpersonali rendono tutti più fragili e vulnerabili. Con il risultato di cercare rifugio sempre di più nell’uso improprio di chat e social network.

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La storia di Solitudini pericolose è imperniata proprio su una giovane donna (Elisabetta Rocchetti, già protagonista di L’imbalsamatore e di Taglia corto!) che, dopo un contatto virtuale, si porta in casa un giovane uomo molto affascinante (Antonio De Matteo, interprete principaledel recente film Assolo) che la costringerà a dei giochi molto particolari. Inutile dire che il finale riserverà grosse sorprese, in un continuo crescendo di colpi di scena. Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Lorenzo De Luca, già autore di molte pellicole di successo (tra cui ben tre "cinepanettoni" dell’epoca d’oro con Boldi - De Sica), il montaggio è curato da Sacha Rossi, mentre la colonna sonora è affidata a Marco Werba.

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Come sottovalutare il problema dei legami nati in rete, dove l'identità di una persona non può essere mai realmente verificata? Il web è tanto risorsa quanto trappola e negli ultimi anni sono nati molti lavori ispirati a questo disagio del rapporto a distanza, tipologia di condivisione che, nella maggior parte dei casi, è destinata a finire male.

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