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Autore Fiaba Di Martino :: 30 Ottobre 2014
Locandina di Un fantasma per amico

Recensione di Un fantasma per amico di Alain Gsponer: Ad Halloween meglio dirottare i propri figli su altro: a questo prodottino mancano brivido, malinconia e divertimento. Gag mosce, personaggi inesistenti e pilota automatico perenne

Di fantasmini teen dispettosi e solitari ne abbiamo già avuto soddisfacente esperienza nella nostra infanzia grazie al classico adorabile – e ad ogni visione più malinconico – Casper di Brad Silberling. Del protagonista di quel piccolo cult, Un fantasma per amico ricalca design e curiosità innata: la sua versione tedesca in questo live action + (modesta) cgi conversa per un’ora notturna (tanto gli è concesso di veglia) in un maniero con quadri e gufi parlanti pari pari a quelli di Harry Potter; il Nostro è poi a sua insaputa spiato da un ragazzino affascinato da quella figura fluttuante. Alla ricerca del suo orologio personale da sistemare per poter determinare il proprio destino – ovvero, regolare il sonno in modo da finalmente contemplare l'agognata luce del sole –, mentre incombe lo scoccare del Festival Svedese e tutta la città è in fermento, il fantasma ruba uno storico orologio; l’unico a vederlo compiere il misfatto è il bimbo di cui sopra, ma ovviamente nessuno gli crede.

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Tra folklore, poliziotti inetti, saggi mentori piumati e comprensibili trasgressioni (ma alla fine l’importante è che tutto si riconduca agli ingranaggi rassicuranti della normalità: che barba che noia), la trama esilissima si poggia su due/tre accadimenti sopra i quali si russa di disinteresse, e persino la (scarna) animazione e le (poche) musiche sono scialbe. Siamo pronti a scommettere che anche i bimbi più piccini, target del film, lo troveranno tedioso; al più, si addormenteranno piacevolmente in sala. 

L’ectoplasma sembra corporeo e tangibile come un gadget di McDonald's, al sole diventa nero (?!) tipo punizione divina; ciò che ci è dato sapere è tutto qui, la sua natura di spettro (e quindi di morto, presumibilmente, bambino) non è velata di tristezza o mistero, e il racconto intorno a lui procede su binari scalcinati di gag risapute e fiacche, e citazioni sull’orlo pericolante del plagio (oltre al maghetto, plateali copie carbone del decisamente più incantato e incantevole Hugo Cabret). A nulla serve l'insorgere prevedibile degli adulti contro quello che vedono come mostriciattolo spaventoso, tentativo forse di parlare del terrore verso il diverso da parte dei grandi e dell’apertura verso il nuovo da parte dei piccoli: il film, sotto tutti i fronti, ha lo spessore della carta velina.

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Ad Halloween, dunque, per ritrovare meglio affrontate tutte le carte che Un fantasma per amico (non) si gioca male, basti guardare insieme ai propri figli e figlie titoli più o meno recenti: per il brivido, l’inquietantissimo Coraline e la porta magica (da Neil Gaiman), per il discorso sull’in-tolleranza sociale ParaNorman, e andando poco più indietro, per la goduria visiva il gioiello Nightmare Before Christmas, per il rimorso ectoplasmico e la malinconia romantica, Casper stesso: o anche tutti insieme, piuttosto che questo prodottino che (soprav)vive di scopiazzature e raffazzonerie.

Trailer di Un fantasma per amico

Voto della redazione: 

2

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