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Autore Giulia Marras :: 10 Novembre 2014
Locandina di Words and pictures

Recensione di Words and pictures di Fred Schepisi | Una storia d'amore inconsueta nata dallo scontro tra pittura e letteratura: giochi di parole e seduzione per una commedia romantica fuori dagli schemi, come i suoi due protagonisti

Chiariamo subito, Words and pictures non è una commedia romantica. O meglio, lo è, ma si appoggia saldamente a un'idea di base su cui è stato possibile costruire, in sede di sceneggiatura, un discorso centrale e solo di seguito, una relazione sentimentale. Il film è ambientato in una scuola statunitense di preparazione al college, frequentata da studenti viziati ma curiosi, insegnanti frustrati ma qualificati. Tra di essi, Jack Marcus (Mark Owen), esuberante scrittore e insegnante di letteratura inglese, e la nuova arrivata Dina Delsanto (Juliette Binoche), algida pittrice e insegnante d'arte.

Entrambi “invalidi”, sia fisicamente che emotivamente, l'uno alcolizzato, l'altra affetta da artrite remautoide, i due protagonisti soffrono anche di mancanza d'ispirazione: ma sarà proprio l'arte a farli prima scontrare e poi incontrare, grazie al dibattito, scatenato con la complicità della classe e di tutta la scuola, tra immagine e parola. È questo il punto di forza di Words and pictures che lo contraddistingue da altre pellicole sentimentali, ovvero il veder crescere il rapporto uomo-donna attraverso una questione universale che riesce a coinvolgere il resto del cast e lo spettatore. Se Jack si affida alla forza e alla potenza della poesia e della letteratura, Dina non può che difendere la suggestione evocativa della pittura: la sfida intellettuale si trasformerà lentamente in un gioco di seduzione, senza cedere però al romance frettoloso e smielato. Anzi, i protagonisti vivono l'innamoramento più come coronamento finale di un percorso di guarigione personale: laddove il dolore fisico per lei, e il deficit emotivo (e l'alcool) per lui, mettono a dura prova i tentativi di continuare a creare nuova arte, quando l'immagine della donna si sporca e la parola dell'uomo viene a mancare, le due espressioni, unendosi, si completano e si risolvono; quando non si hanno più parole né immagini, è invece la musica a venire in soccorso.

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Sono dinamiche che di riflesso riguardano anche il cinema stesso, e si possono applicare ancora di più alla riuscita di un film come questo: dove falla una regia poco ispirata (quella di Fred Schepisi), sopperisce una sceneggiatura scaltra ed equilibrata tra la commedia e il dramma; e infine i buchi dei subplot, quali le storie del figlio di Jack o della studentessa Emily, inconsistenti e superflui, vengono bilanciati da una colonna sonora, seppur di riempimento, gradevole. E inoltre le due interpretazioni di Owen e della Binoche sono perfette nel calibrare la loro presenza attoriale in ruoli più ordinari del solito; particolarmente curioso il fatto che tutte le opere presenti nel film siano dipinte dalla stessa attrice francese.

Words and pictures è in conclusione un'insolita storia d'amore che si inserisce tra le pieghe di un interessante dibattito sulle varie espressioni artistiche, probabilmente non affrontato in profondità, ma intrigante abbastanza nell'indicare l'arte e l'immaginazione come fondamentali strumenti di guarigione e di stimolazione, nonchè di incontro, dell'uomo.

Trailer di Words and pictures

Voto della redazione: 

3

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