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Autore Marco Rovaris :: 27 Marzo 2015

Weta Digital di Peter Jackson pare abbia contribuito alla creazione di un Paul Walker in computer grafica per sopperire alla sua scomparsa durante le riprese. Ora gli attori - con strumenti come scan in 3D e compositing - si preparano all'immortalità

Paul Walker in computer grafica in Furious 7

La tragedia di Paul Walker ha significato una nuova frontiera per la creazione in digitale di un attore interamente in computer grafica. Il tutto si è materializzato con Furious 7, settimo episodio della saga d'azione automobilistica più famosa e fortunata di sempre, anche grazie a Weta Digital di Peter Jackson, sempre più presente nelle questioni avanguardistiche sugli effetti visivi e digitali.

L'intervento della CGI ha permesso di terminare il film - la cui uscita è prevista per il 2 aprile -, malgrado la morte di Walker, accaduta a metà produzione nel novembre 2013, avesse messo in crisi l'intera troupe emotivamente e strutturalmente. Universal non ha voluto rivelare i suoi trucchetti in realtà, al di là di aver dichiarato senza problemi che i fratelli dell'attore, Cody e Caleb, sono venuti più volte sul set come controfigure e che il regista James Wan ha utilizzato del footage di Walker da film precedenti. Ma fonti esterne alla casa di produzione hanno proprio citato il lavoro di Weta per il delicato compito di riportare in vita digitalmente l'attore, segnando un punto fondamentale nella computer grafica per la resa dell'essere umano. Universal non ha commentato.

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La creazione dell'uomo in digitale è storia nota in epoca contemporanea. Robin Shenfield, CEO di The Mill che supervisionò gli effetti visivi - premiati con l'Oscar - di Il gladiatore, affrontò la dipartita di Oliver Reed durante le riprese con il girato da alcune scene tagliate, utilizzato per creare una sorta di maschera digitale, poi aggiunta alle sequenze girate con una controfigura; essendoci anche del dialogo, in post-produzione furono variati anche i movimenti della bocca.

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La stessa cosa accadde nel 2000 in I Soprano, quando morì Nancy Marchand, che interpretava la mamma di Tony: fondamentalmente si trattava di compositing in 2D. Gli aspetti più difficili da rendere, ancora oggi, sono i movimenti e gli occhi, fondamentali per la credibilità e il senso di realtà. Di certo, ormai, la creazione di scan in 3D degli attori prima che la produzione cominci è cosa comune, di modo che, durante le riprese con controfigure, si possano creare dei doppi in computer grafica. Alcuni studios creano già degli scan come materiale d'archivio, così l'attore sarà disponibile per sempre.

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