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Autore Erika Favaro :: 14 Gennaio 2016

Da "Grano rosso sangue" a "Il villaggio dei dannati", ecco alcuni titoli interpretati da bambini posseduti da forze oscure

Grano rosso sangue

Se i bambini siano o meno capaci di cattiveria è un tema sul quale non si smetterà mai di dibattere. Il cinema in molti casi ha il coraggio di mostrare famiglie imperfette, in cui i rapporti non sono mossi solo da sentimenti positivi, ma il genere più appassionato di fanciulli crudeli è senza ombra di dubbio l’horror. In questo caso sì i bambini possono diventare cattivissimi, ma quasi sempre è colpa di Satana possiamo stare tranquilli. Ecco alcuni tra i giovani personaggi più inquietanti del cinema (L'esorcista non è compreso, sarebbe stato troppo facile):

Grano rosso sangue
Il primo film che ha dato il nome al franchising risale al 1983 ed è tratto da I figli del grano, un racconto contenuto nella raccolta A volte ritornano di Stephen King. Si racconta di una coppia che con l’automobile investe incidentalmente un bambino che solo poi si rivelerà essere già morto prima dell’impatto. Il bimbo è interpretato da John Franklin, il futuro Cugino It della Famiglia Addams.

Sinister
Ethan Hawke interpreta uno scrittore padre di famiglia che decide di trasferirsi in una nuova casa isolata con la moglie e i due figli per poter terminare il suo libro. Gli horror però ce lo insegnano: mai inserire nel videoregistratore vecchie VHS e lo stesso vale per i Super8. La casa è infatti maledetta e tutta la famiglia del protagonista diventa vittima di un’antica divinità che si ciba di bambini.

Orphan
Kate e John Coleman (Vera Farmiga e Peter Sarsgarrd)  decidono di adottare una bambina russa che li ha colpiti durante una visita in un orfanotrofio. Scelgono lei sperando di poter dimenticare il loro ultimo bimbo nato morto, ma tutto ciò non si rivela essere una buona idea. Esther (Isabelle Fuhrman) non è quella che sembra e presto li metterà in pericolo rivelando la sua vera identità.

Il giglio nero
In questo film del 1956 c’è una delle prime bambine impossessate da un male oscuro. L’opera è tratta da un testo teatrale in cui si racconta di una madre (interpretata in entrambi i casi da Nancy Kelly) convinta che la sua piccola sia una spietata assassina. L’aspetto più disturbante della vicenda è che viene raccontata attraverso gli occhi della giovane protagonista nel film interpretata da Patty McCormack.

[Leggi anche: Recensione di Partisan | I bambini che uccidono nell'universo impenetrabile di Cassel]

Il villaggio dei dannati
Gli abitanti di un paesino inglese cadono in un sonno misterioso e al loro risveglio tutte le donne sono inspiegabilmente incinte. Le creature si rivelano essere in grado di leggere nel pensiero e di influenzare le azioni degli abitanti del villaggio che finiscono per essere vittime indifese dei loro stessi figli. Nel 1995 John Carpenter ha girato un remake del film.

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