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Autore Stefano Cacciani :: 18 Febbraio 2016

In Babylon entrano in scena i doppelganger di Mulder e Scully: un'indagine a quattro per sgominare con metodi poco ortodossi una cellula pronta a colpire

X-Files "Babylon"

"X-Files" 10x5, Babilonia (Babylon). Chris Carter, che scrive e dirige come nel primo e nell’ultimo episodio, si gioca la carta dei doppelganger di Mulder e Scully. Gli agenti dell’FBI Miller (Robbie Amell, The Flash) e Einstein (Lauren Ambrose, Six Feet Under) simili nel look e nei tratti caratteriali (lui crede nel paranormale, lei nella scienza - “Un Mulder più estremo e di ampie vedute e una Scully più aggressiva” come li ha definiti Carter) entrano in scena per una mano a quattro: l’obiettivo è collaborare per entrare in contatto con il terrorista islamico che si è fatto saltare in aria in una galleria d’arte texana, la Ziggurat, che esponeva opere offensive, e così evitare che si ripetano altri attacchi da parte della sua cellula. Il problema sta nel fatto che l’attentatore è entrato in coma dopo l’esplosione, e quindi sorge la non semplice necessità di dialogare con i semi-morti. 

Le squadre si dividono: Scully lavora con Miller utilizzando la tecnologia, Mulder con Einstein provando con dei funghi allucinogeni – si, proprio dei funghi allucinogeni che aprono la strada ad una scena musical country che vede come protagonista uno strafatto Fox. Grazie al contatto stabilito con il terrorista comatoso e al lavoro congiunto, i quattro agenti speciali dell’FBI sventano l’attacco e sgominano la cellula pronta per un altro attacco suicida all'hotel Babylon. Peccato che i funghi risolutori, in realtà, fossero semplici vitamine.

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Un X-Files più attualizzato di così era impossibile, tanto da lasciare al paranormale solo la parte di contrasto all’interno delle due coppie; vedendola da un altro punto di vista, è la prima storia che vede legare o ibridare elementi paranormali ai temi dell’odio alla base del terrorismo. Di sicuro una puntata godibile per l’introduzione dei doppi caratteri e per l’allucinogeno balletto e l’onirica visione di Mulder, simile ad un episodio di "Aquarius" con protagonista lo stesso Duchovny, comprensiva di tre ormai da tempo defunti hacker i Pistoleri.

Alla penultima puntata è tempo di bilanci. Non solo una nuova stagione ma anche un terzo film. Questi gli intenti del creatore della serie, sempre che la Fox appoggi un progetto che gli ascolti lusinghieri, a questo punto, rendono più che probabile.

Nell’intervista a Entertainement Weekly rilasciata per presentare, assieme al trailer proiettato durante l’ultimo Super Bowl, la fase finale di questa miniserie, Carter ha anche annunciato l’intenzione di mettere al centro di una futura stagione completa un maggiore sviluppo della mitologia della serie, senza tuttavia rinunciare agli episodi autoconclusivi.

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Intanto non è mancata nemmeno un’anticipazione sull’ultimo episodio: come prevedibile dati i semi gettati in 10x4 sarà William, il figlio dato in adozione da Mulder e Scully, la figura centrale per chiudere questo ciclo pensato per testare l’appeal di un prodotto risalente agli anni ’90 che rischiava di essere datato e fuori tempo massimo. Un test che non ha deluso le aspettative, e che preannuncia i futuri investimenti del network americano per una undicesima stagione di X-Files.

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