Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 5 Novembre 2015

Protagonista del corto ritrovato al British Film Institute è Oswald il coniglio fortunato, il precursore di Topolino

sleigh bells

Non si sa ancora per quanto, ma se aprite la pagina Wikipedia “Filmografia di Oswald il coniglio fortunato” e scorrete fino all'anno 1928, accanto a Sleigh Bells c'è ancora scritto “film perduto”. Per gli amanti del cinema sono due parole tristissime da vedere accostate, è come un pezzo di memoria – bella o meno – che non potremo più recuperare.

Ma la BBC ha una bella notizia: il cortometraggio d'animazione della Walt Disney è stato ritrovato.

Nel filmato in bianco e nero vedete Topolino nella sua versione anni Venti? Non preoccupatevi, è perfettamente normale: Oswald è stato il coniglio che ha ispirato il personaggio di Mickey Mouse, una delle icone del Ventesimo secolo.

L'unica pellicola del filmato è stata trovata da un ricercatore che stava consultando il catalogo online all'interno del British Film Institute, un'istituzione che da sempre si occupa anche di restauro cinematografico.

Proprio il 12 dicembre prossimo al BFI è infatti prevista una retrospettiva sui corti Disney a tema natalizio: sarà proprio in quell'occasione che si potrà vedere in anteprima la versione di Sleigh Bells. Il filmato – restaurato grazie ai Walt Disney Animation Studios - mostra Oswald pattinare e giocare sulla neve insieme a tanti altri personaggi, saltare sulla pancia di un elefante bonaccione che allo spettatore moderno può creare un divertente senso di inquietudine. Si tratta di un documento importante per studiare l'evoluzione del genere poiché racconta la piccola storia di un protagonista intento a svolgere una serie di azioni tra loro collegate e ne mostra anche dei tratti caratteriali.

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Ecco quindi che dopo ottantasette anni tornano alla vita sei minuti di preziosa animazione che si credevano perduti. Del coniglietto inventato da Walt Disney e Ub Iwerks restano diverse altre pellicole, ma quella di Sleigh Bells era andata quasi subito smarrita. Per Robin Baker, curatore dell'archivio nazionale del BFI si tratta di una (ri)scoperta importante, che servirà ad avvicinare il pubblico ai lavori Disney dell'epoca muta, dimostrando a tutti quanto sapevano essere vitali e ricchi di immaginazione. 

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