Ritratto di Claudio Mundo
Autore Claudio Mundo :: 7 Maggio 2015

L'attrice di "Birdman", "Magic in the Moonlight" e prossima a "Irrational Man" ottiene ruoli sempre più importanti e la sua carriera è in rampa di lancio. Ma la sua giovane carriera è già ricca di curiosità

Emma Stone

La 26enne Emma Stone è decisamente sulla rampa di lancio della propria carriera. Dopo aver partecipato al pluripremiato Birdman di Alejandro González Iñárritu (per lei nomination all’Oscar come Migliore Attrice Non Protagonista) e alla recitazione in Magic in the Moonlight di Woody Allen, ora è al lavoro, sempre sotto la direzione di Allen, per Irrational Man. I suoi ruoli, insomma, stanno diventando sempre più importanti e per conquistarli ha lottato per dieci anni per l’affermazione del proprio talento. Proviamo a scorrere alcuni momenti della sua carriera per i quali varrebbe la pena diventare suoi fan e continuare a seguire gli sviluppi del suo percorso professionale:

1. Nella commedia adolescenziale del 2010 Easy A, Emma doveva interpretare una scena di sesso al college: qui, il suo personaggio Olive, aveva deciso di andare a letto con un suo amico perché al college smettessero di schernirlo perché forse gay. La scena di sesso era fiction, ma l’attacco di asma di cui l’attrice fu colta era verissimo! Per girare la scena ci vollero ore e la stessa Stone ci rise su con autoironia in un’intervista a Mtv.

2. Il momento più difficile della sua carriera, a suo dire, fu quando perse per un soffio il ruolo di Claire Bennet nella serie tv fantascientifica Heroes, che andò a Hayden Panettiere. “Sentii dalla stanza di fianco che il provino lo aveva superato Hayden, mi crollò il mondo addosso”. La riscossa però arrivò subito con le parti in Drive e Superbad: il resto è solo storia di successi.

3. Il suo vero nome non è Emma ma Emily Jean Stone e la scelta del nome d’arte ha una sola ragione: allo Screen Actors Guild Emily Stone era già preso. L’attrice ha raccontato che scorse la possibilità di reinventarsi completamente a partire dal nome e scelse Riley. Non aveva messo in conto, però, gli intoppi da “crisi d’identità”: su alcuni set tutti la chiamavano “Riley” e lei non riusciva ad abituarsi al fatto che si rivolgessero a lei. Quindi lo cambiò subito in Emma, come affettuosamente la chiamava la mamma.

4. Woody Allen è un grande artista, ma l’età avanza anche per lui e la tecnologia corre veloce anche per lui. In alcune interviste, il regista ha candidamente ammesso che Emma Stone gli è stata utilissima sul set perché ha pazientemente accettato di insegnargli come digitare testo sul suo iPhone, fino ad allora utilizzato esclusivamente per ascoltare il suo amato jazz. Sarà abbastanza perché Allen abbandoni la sua amata macchina per scrivere che compariva nella scena finale di Harry a pezzi?

5. Stone è una ragazza a cui piace tanto divertirsi e anche la recitazione, inizialmente, aveva per lei un valore ludico. Il suo unico obiettivo era quello di utilizzare il suo status di attrice per partecipare allo show comico e di varietà trasmesso settimanalmente negli Stati Uniti. Il suo sogno è stato coronato già due volte con alcuni sketch nel 2010 e 2011 e sono stati per lei “tra i momenti più felici della mia vita. Di lì sono passati Steve Martin, Eddie Murphy, Bill Murray e tanti altri miei idoli”.

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