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Autore Claudio Mundo :: 28 Giugno 2015

“Celluloid Ceilings: Women Directors Speak Out” è un documentario che intervista registe donne che discutono il tema della discriminazione; tra queste Catherine Hardwicke, direttrice di “Twilight”

Catherine Hardwicke, regista di "Twilight"

Bloomberg Television offre una copertura globale e un’analisi intensiva delle maggiori news internazionali di importanza mondiale. Il network raggiunge gli apparecchi di 310 milioni di abitazioni nel mondo, a tutti i livelli. I suoi hub di produzione sono ubicati a Londra, New York e Hong Kong, fornendo una copertura h24 sulle persone, le società e le idee che “muovono” i mercati. Ha dunque notevole importanza il fatto che Bloomberg Television abbia dato spazio ad alcune interviste a registe donne di Hollywood sul tema del sessismo. Sembra che negli Stati Uniti, le donne (che rappresentano il 51% della popolazione) abbiano diretto solo il 4% delle produzioni cinematografiche.

Lo sproporzionato gap “di genere” fra film-maker uomini e donne è un qualcosa di cui sono consapevoli anche i cinefili più attenti, ma la questione non si può ridurre solo ed esclusivamente alla lettura o all’analisi di dati, grafici e tabelle. Molto meno comune è ascoltare in presa diretta le storie di chi queste discriminazioni la distribuisce quotidianamente sulla propria pelle: è il caso del documentario Celluloid Ceilings: Women Directors Speak Out, in cui compaiono, tra le altre, la regista di Punisher: Zona di guerra Lexi Alexander e la direttrice della saga di Twilight Catherine Hardwicke.

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Il montaggio del documentario è, per certi versi, anche ironico ma l’intento del messaggio, realizzato proprio grazie ad una cornucopia di voci diverse, è quello di elevare il più possibile il livello di attenzione sull’argomento. Negli Stati Uniti il tema è molto sentito; il premio Oscar Geena Davis, per esempio, è fondatrice del Geena Davis Institute on Gender in Media, organizzazione di ricerca che lavora da anni proprio sul tema della parità di genere, si impegna a favore della riduzione degli stereotipi e per la creazione e ideazione di personaggi femminili che non appiattiscano la figura della donna all’interno dell’industria dell’intrattenimento cinematografico.

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