Ritratto di Marco Rovaris
Autore Marco Rovaris :: 27 Febbraio 2015

Icona assoluta della televisione grazie al suo personaggio dalle orecchie a punta, Leonard Nimoy ha vissuto un'esistenza plasmata - nell'immaginario del pubblico - su quella del signor Spock, simbolo di "Star Trek", dalla serie tv al grande schermo

Leonard Nimoy

A 83 anni si è spento Leonard Nimoy, che tutti ricordano come il Mr. ("signor") Spock della serie tv di fantascienza Star Trek, personaggio che si è sovrapposto alla sua persona in maniera indelebile per tutta la vita: simbolo di questa immedesimazione incredibile è la doppia autobiografia di Nimoy, la prima come negazione di se stesso come Spock e la seconda come ammissione definitiva del contrario.

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Di origini ebree e nato a Boston, Nimoy si distinse in gioventù per la bravura a scuola e i continui stimoli in ambito accademico, tanto che lungo l'arco della sua esistenza si cimenterà in scrittura, poesia, musica e arte. La carriera a Hollywood inizia nei primi anni Cinquanta: seguono innumerevoli parti in serie televisive prima dell'avvento, nel 1966, di Star Trek, di cui, con il buon William Shatner aka il capitano Kirk, sarebbe diventato il volto indiscusso. La serie durò tre anni e ne seguì una fortunata serie animata nel decennio successivo.

Fuori dai panni di Spock si ricorda l'interpretazione dello psichiatra nell'ottimo Terrore dallo spazio profondo, remake di Kaufman di L'invasione degli ultracorpi. Spesso è stato anche una voce, come in Pagemaster e Transformers 3: omaggio non solo alla sua icona, ma anche al timbro inconfondibile e solenne che lo caratterizzava.

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La sua influeza nella cultura popolare americana è stata incredibile, dalla presenza fissa in rubriche horror in I Simpson agli omaggi di artisti come Eminem nei videoclip. Il taglio a frangetta dell'ibrido umano-vulcaniano, le sue orecchie a punta e il celebre gesto con le dita della mano hanno creato un'icona che forse non ha pari nell'universo televisivo americano.

Il suo legame con Star Trek è durato in pratica fino alla morte, con due camei nei due film del reboot della serie, dopo che, in precedenza, l'attore prese parte a sei dei film ispirati alla serie, due dei quali - il terzo e il quarto - diretti da lui stesso. Una decina di regie hanno caratterizzato la sua carriera, tra cui Marito a sorpresa e Tre scapoli e un bebè

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