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Autore Erika Favaro :: 4 Gennaio 2016

Il maestro del documentario presenterà il suo ultimo lavoro al Sundance Festival. Un'indagine su come il web influenza le nostre vite e la nostra cultura

Lo and Behold Reveries of the Connected World

Che si tratti di natura (Grizzly Man), o di umanità (Kinski, il mio nemico più caro) una cosa è certa: Werner Herzog sa raccontare il mondo. E lo sa fare in modo estremamente creativo e personale.

Manca poco all'inizio di uno dei festival più validi del panorama internazionale e sarà proprio in occasione della prossima edizione del Sundance Festival che si potrà vedere il nuovo documentario del regista tedesco. Herzog, uno dei nomi più attesi della line up, torna al genere del documentario dopo cinque anni, dopo il suo Into the abyss del 2011.

Il titolo inglese del suo prossimo lavoro è Lo and Behold Reveries of the Connected World e com'è facilmente intuibile indagherà il mondo della rete.

La macchina da presa indagherà le conseguenze di internet sul nostro immaginario e sulla nostra cultura nel senso più ampio del termine. Potrebbe sembrare un tema superato, ma non c'è niente di più falso perché la rivoluzione di internet non si è esaurita e ne abbiamo prova ogni giorno della nostra vita. Sicuramente lo sguardo di Herzog aiuterà il nascere di nuove riflessioni perché sarà in grado di scindere gli aspetti positivi da quelli con cui invece l'umanità sarà senz'altro costretta a fare i conti al più presto.

Come si vede dal primo trailer, il regista si è avvalso delle testimonianze di personalità molto diverse tra loro che riusciranno a dare uno sguardo variegato e poliprospettico, passando da uno dei pionieri della rete a chi invece ne è rimasto vittima.

[Leggi anche: Herzog torna al cinema di finzione con Queen of the Desert]

Sebbene a una larga fetta di popolazione mondiale manchi l'accesso al web e nonostante in molti non siano a proprio agio con il medium, la nostra società ormai è dipendente da internet. È quindi indispensabile che il cinema, così come la televisione e gli altri mezzi di comunicazione, continuino ad interrogarsi sull'effetto che l'essere perennemente connessi ha sulle nostre vite, sulle nostre relazioni così come sulla nostra salute. Attendiamo con curiosità il maestro del documentario sperando che Lo and Behold Reveries of the Connected World arrivi al più presto anche in Italia.

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