Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 10 Gennaio 2016

Diretto da Nicholas Tana, il film affronta uno dei tabù della nostra società e lo analizza da diversi punti di vista

Sticky

La nostra è una società che pensa di vivere con molti meno tabù rispetto alle generazioni precedenti, pensiamo di essere molto più liberali e disinvolti rispetto ai nostri nonni soprattutto se si parla di sesso. È senz’altro vero che certi pudori sono stati abbattuti, ma è altrettanto vero che viviamo in un paese dove non esiste  l’educazione sessuale e dove parlare di masturbazione ancora crea imbarazzo.

Per questo motivo ci farebbe bene vedere il documentario americano che uscirà nelle sale statunitensi il primo febbraio. Sticky: A (Self) Love Story, diretto da Nicholas Tana parte da tutti i preconcetti e leggende metropolitane diventate luoghi comuni. Fa diventare ciechi, impotenti, fa crescere la peluria sulle mani… tutte falsissime credenze che oggi fanno sorridere, ma è proprio da questo che il documentario esplora il mondo della masturbazione da diverse prospettive.

Gli interventi sono di tono diverso tra loro e lo si intuisce subito anche dal trailer: archivisti, porno star, sessuologi, sacerdoti  e rabbini. Quest’ultimo, sembra incredibile, ma lo dice apertamente: “se Dio non avesse voluto che ci masturbassimo ci avrebbe fatto le braccia più corte”. Tra gli intervistati ci sono anche Larry Flint, noto editore di riviste pornografiche e l’attrice Jeanne Garofalo nota per il suo impegno a favore delle cause femminili.

[Leggi anche: La verità, vi prego, sulle scene di sesso]

Nicholas Tana ha ammesso che girare un film del genere non è stato facile, ci sono voluti dieci anni e in più bisogna considerare il ruolo di internet che negli ultimi anni ha senza dubbio cambiato qualcosa nelle abitudini delle persone anche per quanto riguarda un tema così delicato.

Il regista era stanco di vedere documentari che affrontavano sempre i soliti temi e ha voluto rischiare, ha scelto di parlare di un argomento che ci riguarda tutti, anche se molti preferiscono voltarsi dall’altra parte. Solo conoscere qualcosa ci aiuta a non averne più paura o a non esserne imbarazzati, il bello del cinema è che può aiutarci anche in questo.

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