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Autore Fiaba Di Martino :: 29 Giugno 2015
Locandina di Annie - La felicità è contagiosa

Recensione di Annie - La felicità è contagiosa di Will Gluck: Musical remake per famiglie aggiornato all'era Obama, con attori sopra le righe e sequenze musicali che convincono a corrente alternata

Quando il primo momento comico di un film viene inaugurato da un ingessato Jamie Foxx che vomita purè addosso a un senzatetto, e da una Cameron Diaz versione coatta che flirta in un replay di Bad Teacher, concedeteci di nutrire qualche immediata riserva e pregiudizio autoconservativo verso la pellicola in questione. Eppure per fortuna Annie - La felicità è contagiosa abbandona quasi subito lo humor scatologico e di grana grossa, virando in direzione dei buoni sentimenti più hollywoodiani e natalizi possibili (in America, è uscito a fine Dicembre).

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Remake aggiornato all’epoca moderna e obamiana del classico anni ’80, con una reinvenzione delle musiche dello spettacolo di Broadway – altrettanto cult –, Annie - La felicità è contagiosa mette insieme la baby rivelazione di Re della terra selvaggia, Quvenzhané Wallis, e un regista con all’attivo due delle commedie statunitensi più brillanti degli ultimi anni (Easy Girl e Amici di letto), con tanto di sopraccitato cast di stelle. Nel quale però, a sorpresa, quella che funziona meglio è la solitamente sciapita Rose Byrne (mai così simpatica), mentre i colleghi gigioneggiano e la piccola protagonista si appiattisce nella valle desolata di smorfiette tipica delle bimbe prodigio rapite troppo presto dalle americanate.

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La favola a lieto fine è risaputa e attesa, le canzoni allegre e scroscianti, eppure Will Gluck non è a suo agio nel genere – le sequenze musicali sono i momenti in cui la regia è più anonima – e troppi passaggi sono trattati con approssimata superficialità (il cambiamento repentino della Diaz, lo svelamento del cuore d’oro del miliardario, l'approccio stereotipato alla politica), vuoti grossolani che sono purtroppo mali endemici dei prodotti “per famiglie” fatti a stampino, remake o originali che siano.
Due stellette, che avrebbero potuto essere tre stiracchiate per meriti esterni (la soundtrack appunto), e per il piglio di Gluck nei pochi momenti in cui scartavetra i totem dell’attualità, guarda caso nelle uniche due scene pienamente riuscite di Annie (la prèmiere del fake film alla Twilight, e l’inseguimento della ragazzina a colpi di Tweet).   

Trailer di Annie - La felicità è contagiosa

Voto della redazione: 

2

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