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Autore Giulia Marras :: 13 Aprile 2015
Locandina di Citizenfour

Recensione di Citizenfour | Oscar 2015 come Miglior Documentario, Laura Poitras, documentarista già nelle liste di sorveglianza degli USA, testimonia i primi passi e l'organizzazione dello scandalo DataGate, con il whistleblower Edward Snowden

Terza parte di una trilogia sull'America post 11 Settembre, dopo My Country My Country, sulla guerra in Iraq, e The Oath, sulla guerra al terrorismo, Citizenfour è, anzi tutto, cinema politico: lontano dagli schieramenti, prende parte a un processo di consapevolezza, prima individuale e poi collettivo, sull'essere pedine controllate e manovrabili da un complesso sistema informatico e governativo. Percorso affrontato dalla stessa regista Laura Poitras, inserita nelle liste di sorveglianza del Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti d'America, dopo aver preso i contatti con il protagonista del suo film precedente, un medico sunnita sospetto. Proprio per questo, Laura viene scelta dal Cittadino n° 4, ovvero Edward Snowden, come prima destinataria e divulgatrice dei documenti rubati volontariamente alla NSA (National Security Agency) sulle intercettazioni illegali delle comunicazioni private degli americani e non solo.

Citizenfour mostra appunto il passaggio della conoscenza dalla sfera individuale a quella pubblica, insieme alle motivazioni che hanno spinto Snowden a compiere il passo, coraggioso e incosciente, antipatriottico per alcuni, salvatore per altri. Il documentario della Poitras è la testimonianza dei giorni decisivi in cui l'informatico ventinovenne, timido ma determinatissimo nerd, prese contatti con lei e il giornalista Glenn Greenwald del Washington Post dando vita, dalla camera di un hotel di Honk Kong, a una delle operazioni di leak, di fuga di notizie, più significative di questo nuovo secolo, ormai noto come DataGate, insieme a Wikileaks, sul potere in crescita esponenziale dei governi per il controllo sui propri cittadini e “sull'abilità delle persone di opporsi significatamente a quel potere”.

“Stiamo costruendo la più grande arma di oppressione nella storia dell'uomo” è solo una delle dichiarazioni inquietanti del giovane whistleblower. Ma ciò che qui è importante non è il protagonismo di Snowden in quanto bandiera di un movimento (“la storia non sono io”), né il suo autosacrificarsi: è il principio di libertà nell'interesse universale che lo ha spinto a muoversi per primo. In questo cinema gli eroi non esistono, esistono soltanto uomini che prendono decisioni a prima vista irrazionali, incomprensibili, non soltanto nello spirito di sacrificio intrepido per l'umanità, ma perchè “restituisce qualcosa, fa sentire bene durante l'esperienza umana sapere che si può contribuire al bene di altri”. E l'esperienza di ascoltare direttamente le parole di Snowden non è sostitubile, è necessaria.

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Citizenfour in quanto opera cinematografica non è aperta alla reazione umana esterna: confinato per la maggior parte in una camera d'albergo, riflette e incorpora fin da subito la limitazione della libertà fisica e personale, tramite la comunicazione criptata, sussurrata, il timore sospetto di un allarme anti-incendio, nella necessità di un “mantello magico” per proteggersi dalla raccolta visiva dei dati. Ma è anche una testimonianza importantissima delle capacità e possibilità insostituibili della stampa: anche se l'assonanza con Citizen Kane è probabilmente causale e non voluta, come risuona d'orgoglio la rivincita del Quarto Potere, l'unico ancora libero, ancora pensante.

Con la produzione esecutiva di Steven Soderbergh, che conferma da dietro le quinte di Hollywood di essere una delle firme più schizofreniche e stimolanti per la varietà (e qualità) dei generi e formati affrontati, Citizenfour è l'evento DataGate sbirciato da dietro le quinte, vissuto in corso d'opera insieme ai suoi protagonisti, concedendoci la possibilità di partecipare alla storia per afferarla in prima persona e comprenderla meglio.
Al di fuori di quella camera d'albergo, Snowden chiude coerentemente le porte: rispettando la sua privacy, la regista può solo spiarlo da fuori, attraverso una finestra su un mondo compromesso.
Dopo di lui, arriverà qualcun altro.

Trailer di Citizenfour

Voto della redazione: 

4

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