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Autore Davide Stanzione :: 21 Ottobre 2014
Locandina di As the gods will

Recensione di As The Gods Will di Takashi Miike: Un film di comicissimo sadismo che mostra un vero martirio di adolescenti in forma parodica. Ma, come spesso accade con Miike, la questione è più complessa delle mere, cruente apparenze

Al mondo esistono pochi registi liberi e sfrontati come Takashi Miike. Il suo ultimo film, As The Gods Will, ribadisce tutta la forza sadica e provocatoria di un cinema che non si ferma di fronte a nulla e provvede, tra alti e bassi, a confrontarsi costantemente con un immaginario contemporaneo che muta. In particolare, da un po’ di tempo a questa parte, sembrano essere diventati gli adolescenti il bersaglio prediletto delle sue mire: in uno dei suoi ultimi film, Il canone del male, il massacro scolastico nel quale il film deflagrava nella seconda parte aveva al suo interno tutto il pessimismo critico, ma sempre e comunque ironico e sghignazzato, di chi riconosce che sono proprio i giovani il mirino più semplice ed immediato per una società incapace di fare i conti con se stessa e i propri stessi limiti, e che dunque non può che riversare proprio sui più inesperti la sua frustrata inadeguatezza e le sue inadempienze.

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In questo caso però Miike sale consapevolmente su una giostra impazzita e gioca a fare il burattinaio pazzo: a partire, ancora una volta, da un manga, il cineasta giapponese costruisce la sua personale versione degli Hunger Games, un vero cartoon all’insegna del grandguignol, del fatalismo più comico e privo di scrupoli e di una vena sanguinolenta che non può arretrate di fronte a nulla. Il regista di Ichi the Killer dà vita a un gioco del gatto col topo – il secondo episodio lo è in senso letterale – facendo ciò in cui da sempre riesce meglio: prendere la violenza più efferata ed ergerla a precisa visione del mondo, che in questo caso appare votata a un nichilismo apparentemente caciarone ma con in realtà alle spalle una sostanza più profonda del divertimento superficiale.

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Il protagonista del film, Takahata, dice che la sua vita è una noia, ed è proprio da questo sentimento di torpore e ovattata assenza di qualsiasi pathos, sembra dirci Miike, che hanno origine i nostri peggiori e più beffardi incubi. In questo caso il regista ha girato un fumetto tout-court che in molti saranno portati di sicuro a ridimensionare, ma è impossibile non rintracciarvi ancora una volta una precisa coerenza politica e una continuità con quella che è da sempre la sua versione nerissima dell’essere umano, interessata alle sue manifestazioni più indicibili e agli istinti più inconfessabili. As The Gods Will è uno dei film di Miike più fuori di testa in assoluto, ma in quei giocattoli ridicoli e assettati di morte non può non celarsi una metafora più fosca delle apparenze. Per arrivare a essere considerati figli di Dio e superiori al resto dei propri simili, in fondo, più che il talento conta la fortuna. E per giungere a tale consapevolezza il film di Miike non passa solo dal ludico, ma esplora anche altre verità ben più amare e allarmanti. 

Trailer di As the Gods Will

Voto della redazione: 

3

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