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Autore Pierre Hombrebueno :: 10 Febbraio 2015

Sarà presentato al Festival di Berlino l'ultimo film di Peter Greenaway, "Eisenstein in Guanajuato", che racconta i giorni messicani dello storico cineasta russo Sergei Eisenstein, autore di pellicole come "La corazzata Potemkin" e "Ottobre!"

Eisenstein in Guanajuato

In questi giorni verrà lanciato al Festival di Berlino, in anteprima mondiale, uno dei film più attesi della stagione: Eisenstein in Guanajuato di Peter Greenaway. Come è noto, Greenaway, l'autore di rinomate pellicole come I misteri del giardino di Compton House e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante, ha deciso stavolta di volgere il proprio sguardo ad uno dei cineasti più studiati e sviscerati della storia del cinema, Sergei Eisenstein, autore di pietre miliari della settima arte quali La corazzata Potemkin, Sciopero, Ottobre! e tantissime altre.

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In particolare, Greenaway racconta il viaggio che il regista russo ha compiuto verso il Messico, arrivando nella città di Guanajato e imparando nuove cose su eros e thanatos, vita e morte. Dunque, più che fare un resoconto metacinematografico di quei giorni, Greenaway intende porre l'attenzione sulla psiche dello storico film-maker, raccontando quei 10 giorni definitivi di crescita artistica e cambiamenti.

 

Interessante il primo trailer rilasciato della pellicola. Ecco Eisenstein (interpretato dall'attore finlandese Elmer Bäck) arrivare nella suggestiva località messicana, per poi darsi alla pazza gioia saltando sui letti e ballando con degli scheletri (!!). Fa sicuramente un effetto strano vedere l'autore di Ivan il terribile e La congiura dei Boiardi in queste nuove inedite vesti, ma ci piace il possibile spirito pop che Greenaway sembrerebbe aver iniettato nell'opera e nel suo personaggio principale, dipingendo Eisenstein come un artista un po' lunatico, esaltato, ma sicuramente carismatico e addirittura divertente. 

[Leggi anche: Peter Greenaway racconta Sergej Ėjzenštejn. Il film sarà a Berlino]

Il film non ha ancora trovato un distributore da nessuna parte del mondo; un fatto, questo, che sottolinea l'importanza della sua partecipazione alla Berlinale, principale ancora di salvezza per trovare eventuali acquirenti. Se il film fosse sepolto dalla critica (fatto che riteniamo comunque improbabile) e ignorato dal mercato, sarebbe un doppio colpo verso Greenaway, che ha già annunciato di voler proseguire le avventure di Eisenstein con un'altra pellicola prevista per l'anno prossimo, la quale dovrebbe invece focalizzarsi sui viaggi del cineasta russo in Europa, e in particolare in Svizzera.

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