Ritratto di Pierre Hombrebueno
Autore Pierre Hombrebueno :: 22 Maggio 2015

Online il nuovo lavoro del grande Tsai Ming-liang, "No No Sleep", cortometraggio di 34 minuti che odora di suggestive solitudini e silenzio contemplativo. Il cineasta taiwanese è sempre più lontano dall'industria, in fuga per trovare una direzione

No No Sleep

Tsai Ming-liang, che per noi rimane uno dei migliori cineasti del mondo, è ufficialmente tornato. Il suo nuovo lavoro si chiama No No Sleep, concepito per far parte di una serie di cortometraggi commissionati dall'Hong Kong Film Festival, tutti incentrati sul tema della “bellezza”. Il risultato dell'esperimento, per Tsai, sono 34 minuti della sua solita meraviglia ipnotica: a rincorrersi sono lunghissimi piani fissi dal magnetico effetto di straniamento, mentre sullo sfondo brillano le luci di una scintillante metropoli come Tokyo, luogo di suggestiva alienazione. Il protagonista, ovviamente, è sempre il fido compagno Lee Kang-sheng, che torna a vestire i panni del monaco vagabondo dopo il precedente Journey to the West: qui, lo vediamo finalmente concedersi un momento di relax in un bagno pubblico, dove incrocia un misterioso uomo. Non si sfiorano, ma ad arrivare, forte ed evocativo, è una vivida sensazione di solitudine verso il mondo e l'esistenza.

E a pensarci, è facile considerare questo protagonista outsider come l'alter-ego di Tsai stesso, ormai sempre più lontano dall'industria cinematografica, e non stiamo parlando solo della corrente mainstream, bensì di tutto il circuito. Infatti, l'autore ha precedentemente dichiarato di non voler più uscire nelle sale cinematografiche con le proprie pellicole, ma di star piuttosto puntando ai musei. “Dal mio punto di vista, l'allontanamento del cinema dalla sala cinematografica è parte del progresso naturale delle cose, così come l'arte contemporanea sta scappando dalle gallerie. Se i numeri del box-office avessero una correlazione con il valore intrinseco di un film, ogni regista del mondo darebbe grande credito a quei numeri. In ogni caso, dato che i miei film hanno zero potenziale finanziario in quest'economia, la domanda per me diventa: come posso dimostrare il valore dei miei film? Perché continuo a fare film? Per chi li sto facendo?” - svelava l'autore in una recente intervista su Reverse Shot. 

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Insomma, Tsai Ming-liang è in cerca di una direzione, di un contenitore per i propri lavori, vagabondando per le lande internazionali per trovare il proprio posto nel panorama della creatività. Ma se ogni sua crisi dovesse produrre opere come Stray Dogs o No No Sleep, allora ben vengano!

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