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Autore Erika Favaro :: 8 Giugno 2016

La 69ª edizione del festival svizzero si terrà dal 3 al 13 agosto, in programma oltre ad una masterclass anche la proiezione di film come “La maschera della morte rossa”

Roger Corman

La prossima edizione del festival di Locarno, che si terrà nella cittadina svizzera dal 3 al 13 agosto prossimo, renderà omaggio al regista che gli americani chiamano “the king of the B’s” (il re dei b-movie). Parliamo ovviamente di Roger Corman, il padre di film culto come La piccola bottega degli orrori, che oltre ad essere regista è un grande produttore che proprio quest’anno ha spento la sua novantesima candelina.

Sarà lui quindi l’ospite d’onore della Filmmakers Academy, progetto di formazione pensato per i giovani talenti che avranno l’opportunità di conoscere colui che ha aiutato a rivoluzionare il concetto di “pop” nella settima arte.

L’edizione del festival è giunta ormai alla sessantanovesima edizione e oltre ad ospitare Corman in programma ci sono le proiezioni di alcuni dei suoi film più belli come L'odio esplose a Dallas, film del 1962 in cui si racconta l’odio razziale negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, e La maschera della morte rossa (1964)  horror tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe.

“Come regista e sceneggiatore [Corman] ha realizzato una serie di film a basso costo combinando i principi della qualità e del pop in un modo completamente nuovo” si legge in un comunicato rilasciato dal festival. “Attraverso il suo approccio autoriale ha reinventato il mondo dei generi cinematografici, dall’horror alla fantascienza fino allo splatter”.

[Leggi anche: Cinque case infestate del cinema horror (e non)]

Nella dichiarazione inoltre si ricorda come sia stato proprio Corman a lanciare le carriere di grandissimi attori come Jack Nicholson, Charles Bronson, Robert De Niro, Sylvester Stallone e Sandra Bullock; oltre al fatto di aver reso Vincent Price e Peter Lorre delle icone del suo cinema.

“Semplicemente facendo il nome di Roger Corman si evoca un modo di intendere e di fare cinema che è sinonimo di libertà e indipendenza” ha affermato Carlo Chatrian, direttore artistico del Festival di Locarno che molto probabilmente il prossimo agosto farà venire voglia a molti di comprare un biglietto per la Svizzera. 

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