Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 6 Aprile 2016

Il film presentato al Sundance Festival racconta le battaglie per i diritti degli animali

Unlocking the cage

D.A. Pennebaker  - uno dei registi americani pionieri del cinema del reale – ha scelto di allontanarsi almeno momentaneamente dalla politica e della musica (due tra i suoi temi favoriti) per dedicarsi ad una causa che nel mondo sta acquisendo sempre più importanza. Parliamo dei diritti degli animali. Spesso infatti ci si dilunga in sterili dibattiti, ma ci si dimentica di una cosa fondamentale, ovvero che in molti paesi manca una legislazione che tuteli giuridicamente - oltre che gli esseri umani - anche gli animali.

In molti casi per la legge sono solo “cose”, ma ci sono diversi movimenti che si stanno battendo affinché anche agli animali vengano riconosciuti dei diritti fondamentali, simili ai diritti umani.

Il nuovo documentario di Pennebaker – girato in collaborazione con la compagna e collega Chris Hegedus  - si intitola Unlocking the cage e, dopo essere stato presentato all’ultima edizione del Sundance Festival, sta ricevendo molti consensi non solo per quanto riguarda i temi trattati, ma anche per il suo spessore stilistico e registico. È un aspetto che non si deve sottovalutare, perché troppo spesso i documentari vengono giudicati solo in base ai contenuti e al messaggio, dimenticandosi che sempre di cinema si tratta, che dietro alle immagini ci sono strategie e poetiche.

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Non si sa ancora quando e se il film sarà distribuito in Italia (negli Stati Uniti è prevista un’uscita limitata a qualche giorno dal 25 maggio 2016), in ogni caso per ora è possibile vedere il trailer rilasciato in collaborazione con la HBO Documentary Films.

Unlocking the cage segue le giornate di Steven Wise, avvocato che ha sposato la causa animalista e che sta tentando di abbattere quelle barriere legislative che separano gli esseri umani dagli animali. Una delle argomentazioni più comuni di chi come lui vuole difendere gli animali è quella secondo cui moltissime specie – come scimpanzé, balene ed elefanti – hanno delle capacità cognitive molto simili alle nostre e sono per tanto in grado di percepire quando sono vittime di ingiustizie.

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