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Autore Fiaba Di Martino :: 28 Maggio 2015
Locandina di Pitch Perfect 2

Recensione di Pitch Perfect 2 di Elizabeth Banks: Tornano le ragazze del canto a cappella capitanate da Anna Kendrick; la formula è la stessa e funziona, anche se il contorno è evanescente

Un perfetto chick flick, ovvero un prodotto dal target esclusivamente femminile, nel senso più fighetto, consumistico e brillantinato del termine, come una marca di smalti accecanti: così si presenta Pitch Perfect 2 – come il suo predecessore, d’altra parte, smagliante di cliché, risolini isterici e lotte coi cuscini. Solo che qui il pattern è potenziato, confezionato per le donne, da delle donne. La regista stavolta è l'attrice da commedie Elizabeth Banks, nel suo debutto dietro la macchina da presa, mentre rimane a fare goduriosamente l’oca giuliva davanti; il film da lei è anche prodotto, e sempre da una donna è scritto (lo firma la sceneggiatrice delle comedy New Girl e 30 Rock).
Sulla storia, poco da dire: c'è l’ambizione alla vittoria senza sconti, nel pieno spirito dell'american dream, che si allaccia alle sviolinate (in)certezze sul futuro, in questo replay nelle vite rosa confetto delle Bellas, che ritroviamo intenzionate a rialzarsi dopo un empasse vincendo il campionato mondiale del canto a cappella, una competizione che ha sempre visto – non sia mai! – l’America sconfitta. Perciò, a rialzare la bandiera dell’orgoglio nazionale non potrà che essere il girl team, una manica di pazzoidi ipertrofiche nei tic e nelle idiosincrasie, i cui superpoteri sono la coreografia e i pezzi musicali di orecchiabilità pop usa & getta.

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In Pitch Perfect 2 si canta per brillare, per celebrare la coralità di un’amicizia (francamente più esibita che sentita), per sfoggiare il passaggio di testimone tra generazioni. Non si conosce vero malessere al di là della caramella dorata che è questo mondo universitario (senza università, soltanto palchi), e infatti dove il film funziona davvero non è nelle problematiche che appende sullo sfondo o nelle tribolazioni d’amore dello spirito libero del gruppo, quanto nella comicità più cartoonesca (si veda il personaggio di Lilly; e alcuni sketch, soprattutto quelli vissuti in ufficio da Anna Kendrick versione stagista, che richiamano i momenti più riusciti di alcune serie tv, Girls su tutte – benché privati, prevedibilmente, della cortina di malinconia e amarezza proprie della scrittura di Lena Dunham). E poi soprattutto la formula va a segno, semplicemente e banalmente, negli inframmezzi cantati, nelle esibizioni scenografiche performative effervescenti e d’evasione narrativa.

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In questo, Pitch Perfect 2 risponde perfettamente alle richieste del suo target, e considerato lo straordinario risultato al box-office in patria, non ha nessun bisogno di impegnarsi di più.

Trailer di Pitch Perfect 2

Voto della redazione: 

3

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