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Autore Giulia Marras :: 12 Gennaio 2015
Locandina di Exodus - Dei e re

Recensione di Exodus- Dei e re di Ridley Scott con Christian Bale | Il regista di Alien, Blade Runner e Il gladiatore torna nelle sale con un kolossal biblico ma ogni possibile rilettura è soffocata dalle logiche di spettacolarizzazione hollywoodiane

Dai tempi de Il gladiatore, Ridley Scott ha utilizzato le grandi Storie (Robin Hood, Le crociate) che costituiscono parti fondamentali dell'immaginario e della cultura occidentale, oppure ha manipolato il Mito e lo ha proiettato verso il futuro (Prometheus) per portare il cinema a nuovi, ulteriori, livelli di epicità e spettacolarità, delegando all'immagine il compito di riportare in vita un passato glorioso e di incantare lo spettatore con la meraviglia della tecnica e scenari in larghissima scala. Ed è proprio ciò che fa anche questo Exodus, ripetendo però, ancora una volta, una certa limitatezza di profondità e anche di stesso intrattenimento, propria dell'ultima fase della produzione scottiana.

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Ma la moda tutta hollywoodiana dei reboot e dei kolossal non cede neanche di fronte alla possibilità di un'ennesima rivisitazione dell'episodio biblico dell'Esodo, già ampiamente trattato in precedenza, come nel film del genere storico dei peplum - nato in realtà nei set cinematografici di Cinecittà - di Cecil B. DeMille I dieci comandamenti del 1923, e poi remake dello stesso regista nel 1956. In un momento storico così cruciale in cui la religione continua imperterrita a scatenare guerre ideologiche e fisiche, non si sentiva certo il bisogno di un nuovo ripasso delle lotte millenarie che in certi luoghi ancora continuano.

Costato circa 140 milioni di dollari, Exodus - Dei e re presenta però delle anomalie narrative che non possono essere definite solo errori o stratagemmi, e, tralasciando le scelte di casting, che vedono interpretare i protagonisti da attori anglo-americani e gli schiavi da una buona percentuale di attori di colore, le quali hanno suscitato non poche polemiche, e che possiamo provare a interpretare, anche se con azzardo. Alcune deviazioni dalle scritture dell'Antico Testamento fanno infatti pensare a una rilettura quasi laica dell'epopea di Mosè e della fuga dall'Egitto dei Faraoni.

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Scott, da agnostico, o ateo con riserve come il regista stesso si è definito, non nasconde la violenza di un Dio bambino pestifero e mai misericordioso, e delle sue piaghe che, cieche e brutali, toccano sia gli egiziani che gli stessi ebrei; né reprime la frustrazione di un Mosè incapace di comprenderne le azioni e le "vie infinite" ed enigmatiche, e già preoccupato delle possibili future problematiche del popolo liberato. Il medesimo personaggio del profeta rimane costantemente indecifrabile e non è chiaro se Scott lo veda come vera guida verso la terra promessa, oppure come un pazzo o un visionario. Compiendo uno sforzo d'immaginazione e interpretativo in più, lo spettatore si accorgerà che in Exodus non è presente alcun miracolo: le dieci piaghe, frettolosamente concentrate in un'unica grande sequenza, non vengono descritte come atti divini, ma piuttosto come catastrofi naturali (come spiegano anche i consiglieri del Faraone); le acque del Mar Rosso non si dividono, si prosciugano, probabilmente a causa della bassa marea, mentre l'onda che travolge l'esercito egiziano è molto simile a uno tsunami; infine le tavole con i dieci comandamenti vengono incise da Mosè stesso.

Lasciando la spettacolarizzazione a tutti i costi del CGI e del 3D, quella di Exodus poteva essere un'operazione certamente più interessante, soprattutto concedendo più spazio alla chiave di lettura di Scott e del bravo sceneggiatore Steven Zaillian; purtroppo le premesse, che promettevano anche l'approfondimento del rapporto tra Mosè e il fratellastro Ramses, vengono buttate via al vento, insieme ad eventi appena accennati e all'interpretazione controvoglia di Christian Bale e di un intero cast notevole, ma non sfruttato a dovere. Peccato.

Trailer di Exodus - Dei e re

Voto della redazione: 

2

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