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Autore Giulia Marras :: 9 Dicembre 2015
Locandina di Leone nel basilico

Recensione di Leone nel basilico | Leone Pompucci firma una sentita peregrinazione urbana e fiabesca di anime, ma non trova una chiave originale e lo sguardo finisce per inseguire un inerte surrealismo felliniano senza nessuna intuizione personale

Già dall'introduzione colorita con protagoniste due fate anziane che da un terrazzo romano propongono maldestramente la storia a seguire, il regista Pompucci, noto per il precedente Camerieri, annuncia le sue intenzioni di libera affabulazione e teatrale rappresentazione del quotidiano affanno. La veterana Ida Di Benedetto (anche in veste di produttrice) interpreta una signora inasprita dall'abbandono del figlio, ormai totalmente devoto alla moglie (Carla Signoris); parcheggiata in un ospizio, che lei chiamerà per conforto “albergo”, vive in compagnia delle vecchie inquiline e si perde tra le strade di una Roma desertica, afosa e misteriosa. Un giorno incontra Giulietta (Catrinel Marlon) che prima di morire, le affiderà il figlio Leone.

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Figura quasi cristologica, il bambino funge da testimone visivo e simbolico di una follia urbana comicamente ridicola ma disperatamente sola. Pompucci dirige quindi il risveglio di una Madonna “sbilenca”, come egli stesso ha definito la protagonista, nel viaggio fiabesco accompagnato da altri personaggi sgangherati e dai contorni più che sbiaditi che come in un palcoscenico teatrale parlano da soli, senza mai ascoltarsi, di storie passate e verità individuali, che creano purtroppo poco eco nelle risonanze del racconto.

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In una serie di quadretti tragicomici, tra un surrealismo spudoratamente felliniano e la pretesa poetica che ricorda il recente Per amor vostro di Giuseppe Gaudino, Leone nel basilico non trova un equilibrio di toni e situazioni, ora in un sexy shop, ora in un cimitero, ora in una tangenziale vuota, ora in un parco acquatico; opposizioni che avrebbero potuto suggerire un conflitto ben più aspro e strutturato, invece si accontenta di liricizzare una sceneggiatura scarna e vaneggiante e di renderla affascinante a tutti i costi. Il finale circense decisamente non aiuta a convalidarne l'originalità e la freschezza, forse regalata soltanto dall'interpretazione accorta della sua protagonista principale. Coi cinepanettoni in arrivo però, potrebbe diventare la scelta migliore tra i titoli (italiani) in cartellone. 

Trailer di Leone nel basilico

Voto della redazione: 

2

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