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Autore Giulia Marras :: 18 Dicembre 2014
Locandina di Un Natale stupefacente

Recensione di Un Natale stupefacente con Lillo & Greg e Ambra Angiolini | Il nuovo cinepanettone per eccellenza, prodotto e distribuito (in ben 650 copie) dalla Filmauro, è un'operazione maldestra di cambio di rotta, bandendo trash e volgarità

Dopo Colpi di Fulmine e Colpi di Fortuna di Neri Parenti, torna imperterrito e cocciuto il film di Natale dei De Laurentiis. Abbandonata già la formula vacanziera e la comicità demenziale che ormai aveva superato ogni limite di decenza, la Filmauro sperimenta ancora per riformare il genere, lasciando finalmente a casa De Sica e l'ormai abusata struttura a episodi. Lillo e Greg vengono confermati come protagonisti della commedia italiana, finalmente e giustamente rivalutati, dopo una lunga carriera teatrale e televisiva alle spalle e un umorismo di parola raffinato, mai sguagliato o volgare; i due sembrano quindi entrarci poco o niente con un prodotto da sempre basato su gag corporali e battute grossolane preferibilmente a sfondo sessuale. Ma è già dal 2011, dopo il fallimento al botteghino di Vacanze di Natale a Cortina, che il cinepattone tenta di “darsi un tono”, non certo per aggraziarsi la critica, quanto piuttosto andare incontro a un pubblico in costante aggiornamento, pur senza rinunciare alla comicità facile e grossolana.

La stessa presenza nel cast di Paolo Calabresi, uno dei protagonisti dell'anti cinepanettone per eccellenza, Boris – Il Film, fa intuire il tentativo di rinnovamento, forzato, per riconquistare le più diverse fasce di spettatori. Il mercato, infatti, rimane ancora l'unica reale ispirazione di Un Natale stupefacente, progetto, così definito dalla stessa produzione, studiato sistematicamente a tavolino per accontentare tutti.

Così la promessa di rimanere in una sfera narrativa più innocente con un bambino come protagonista, interpretato da Niccolò Calvagna (già visto in Indovina chi viene a Natale di Fausto Brizzi e prossimamente in Maraviglioso Boccaccio dei Fratelli Taviani) è rotta immediatamente dalla necessità di farlo imprecare e usare parole come topa per strappare due risate; similmente lo sforzo di adeguarsi ai cambiamenti della società con l'inserimento di una coppia di omosessuali si riduce a stereotipi e macchiette.

[Leggi anche: "Maraviglioso Boccaccio", nuovo film dei fratelli Taviani ispirato al Decameron]

La comicità è epurata da volgarità, è vero, ma se si è costretti a utilizzare, ancora, la solita gag del rastrello è evidente la completa mancanza di idee e di una vera e propria sceneggiatura. D'altronde, gli unici momenti che funzionano sono infatti le rivisitazioni del repertorio classico di Lillo e Greg, purtroppo declinati a una romanità che poco gli si addice e a siparietti di dubbio gusto. La chiave per leggere questo Natale stupefacente è per l'appunto la battuta del duo “Guarda che noi siamo gente di spettacolo, anni e anni sui palchi” riferita al passato diegetico dei loro personaggi, ma ironicamente applicabile alla realtà di chi è ridotto alla pantomima per salvarsi dall'oblio. Anche i bravi Paola Minaccioni e Calabresi vengono ridicolizzati e incastrati in caratteri sbiaditi senza troppe sfaccettature, mentre Ambra Angiolini nel tono comico è sinceramente fastidiosa e inutilizzabile.

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Un Natale stupefacente ha il pregio, da ormai ex cinepanettone, di inserirsi, a pari merito con il resto dell'offerta del panorama cinematografico nel periodo natalizio, con maggiore eleganza e sobrietà, indubbiamente grazie soprattutto alla coppia protagonista. Possiamo finalmente dichiarare che il cinepanettono è morto, anzi no. La verità è che il cinepanettone non è più uno solo; lo sono tutti.

 

Trailer di Un Natale stupefacente

Voto della redazione: 

1

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