Ritratto di Erika Favaro
Autore Erika Favaro :: 1 Marzo 2016

I film del regista russo sono delle vaste e splendide riflessioni sull'individuo, la morale e la fede

Solaris

Andrej Tarkovskij nasce nel 1932 in un paesino sulle rive del Volga, figlio di un poeta e di una letterata profondamente religiosa, sarà sempre influenzato dal rapporto che ebbe con la sua famiglia e la sua terra. Studia arte, pianoforte e alla fine degli anni Cinquanta si iscrive alla più famosa scuola di cinema dell’Unione Sovietica; così nasce uno dei registi più grandi e profondi di tutti i tempi, da un cortometraggio ispirato a un racconto di Hemingway. I suoi film sono riflessioni epistemologiche sull’individuo, sull’amore e sulla fede. Ecco alcuni spunti filosofici che si possono trarre dal suo lavoro:

L’infanzia di Ivan
Il primo lungometraggio di Tarkovskij racconta la storia di un ragazzino che combatte per l’Armata Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò che è rivoluzionario in questo film è il punto di vista che per la prima volta in Russia mostra la guerra grazie allo sguardo di un singolo. Ciò su cui il regista si concentra è il modo in cui il giovane Ivan non si prende cura di se stesso mentre lavora come spia, il potere della guerra e dei traumi di cancellare l’umanità e l’istinto di sopravvivenza nelle persone.

Andrej Rublëv 
Già nel suo secondo film Tarkovskij cambia tono; diviso in otto capitoli, racconta la storia di un pittore di icone nella Russia del Quattrocento. Il prologo è separato dalle parti successive e mostra un personaggio preparare la sua fuga in mongolfiera, chiaro riferimento all’allontanamento di Tarkovskij dall’Unione Sovietica. In tutti gli altri capitoli si esaminano le lotte morali e spirituali di Rublëv, il film è una vasta riflessione sulla fede e sul ruolo di creatore detenuto dall’artista. Il protagonista continua a creare opere d’arte che poi immancabilmente distrugge, rappresenta il tormento dell’artista e la fede in ciò che si fa.

Solaris
Solaris è un audace film di fantascienza, ambizioso come solo 2001: Odissea nello spazio poteva essere. Segue il viaggio dello psicologo Kris Kelvin verso il pianeta ricoperto da un misterioso oceano; un oceano eccezionale e angosciante, esso infatti è manipolativo e psicologicamente potente. Si parla d’amore, identità e conoscenza. Chi è veramente la donna che ha le sembianze della moglie di Kevin, morta suicida molti anni prima? Ma soprattutto: che importanza ha raggiungere la verità?

[Leggi anche: L'unicità di "Solaris" di Andrei Tarkovsky: gli elementi assumono un valore simbolico]

Nostalghia
Per il suo primo film al di fuori dell’Unione Sovietica Tarkovskij sceglie proprio l’Italia. Nostalghia racconta la storia di un poeta  e del suo viaggio nel nostro Paese alla scoperta di un compositore russo del diciottesimo secolo. Le sue ricerche sono interrotte da Domenico, considerato il matto del paese, convinto che per salvare il mondo lui debba attraversare la piscina di Santa Caterina con una candela. Come Stalker, Nostalghia è la summa filosofica di tutti i temi trattati in precedenza dal regista, è un film sulla fede e sull’individualismo, sul peccato e sulla dannazione con un pizzico di Kierkegaard.

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